Era una notte buia e tempestosa… 

Ah no. In realtà erano varie notti e varie mattine, buio e luce si alternavano in un mese d’inverno poco freddo per come ero abituata, e senza neve. In effetti ricordo che ha piovuto poco e che il tempo m’è parso mite. A cavallo tra il 2015 ed il 2016, tra la fine e l’inizio, proprio in quei momenti che preferisco, a cui non puoi dare una durata, e che annunciano delle fasi di passaggio, con il trasporto che senti e che ti spinge verso il cambiamento e i freni che ti spaventano.

Volevo scrivere una storia.

ScritturaSpontanea era stata per me la libertà di esprimermi come mi veniva, la scoperta di una bellezza che mi mancava fin da quando avevo smesso di scrivere canzoni. Brevi tocchi nelle sensazioni, e richiami fortissimi nei confronti delle mie passioni.

E poi arriva un certo punto, quando mi son detta ‘occhei, voglio scrivere una storia, voglio scrivere LA storia’.

Eh sì, forse è stata una notte buia e tempestosa, magari come metafora delle prime considerazioni, quasi avessi la certezza che sarebbe stato impossibile, non adatto al mio modo di scrivere perché la convinzione di non riuscire nemmeno a pensarla – una storia, LA storia – mi faceva vedere solamente quel che avevo fatto e non quello che avrei potuto fare.

Cos’è stato allora, in quella notte, a farmi scrivere? Nel buio, dentro alla tempesta: è stato il ‘prova’ che non mi abbandonava mai. Nella mia voce, nella voce di chi mi vuole bene, negli occhi di chi ha vissuto la sua intera vita con me, nella storia stessa che – attraverso Caterina – mi faceva compagnia quando ero delusa, arrabbiata, quando mi sentivo incapace, vinta.

Perché #alivellodelmare?

Il titolo è successo di giorno, forse era una domenica, in una delle tante passeggiate che facevamo mentre ci chiedevamo cos’avremmo fatto in futuro, quali erano i nostri desideri e come avremmo potuto realizzare due parole per noi fondamentali: condivisione e coinvolgimento. Ovviamente parlo di me e di Andrea. Lui mi parlava di obiettivi, di aspirazioni, di personaggi. E poi mi faceva sempre quella domanda: di cosa vuoi scrivere? Tante erano le cose, per me, di cui volevo parlare, o mi sembravano tante perché non distinguevo il loro filo comune. Fino a che, sul bordo della spiaggia, in una passeggiata come tante, mi sono acquattata in ammirazione al mare, il che non era una cosa insolita. Eppure è stato il momento in cui il livello mi ha detto tutto. Il livello suo. Il livello mio.

Di cosa parla #alivellodelmare?

Parla di chi avverte un po’ costantemente di non sentirsi all’altezza di. Parla di misure, di confronti con gli altri e con se stessi. Parla di paragoni e di sensazioni contrastanti. Parla di chi ascolta sia i giudizi che i consigli altrui, di chi si sente raccontare dal di fuori in maniere che non riconosce come proprie. E parla soprattutto di chi è sempre alla ricerca di scoprire: scoprire il perché delle cose che dicono e fanno le persone, ma sopratutto il perché delle cose che fa e che dice. Parla perciò di altruismo, inteso come interesse per le altrui vite, ma anche di egoismo, inteso come ciò che sussurra dentro di noi, a volte grida, ci guida, e che possiamo evocare.

Basta provarci.

#alivellodelmare

#èilmomentodiRossana

Edito da Rapsodia Edizioni.

Disponibile da maggio 2017 in prevendita.

Puoi contattarmi per acquistarne una copia con dedica.

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