21 Febbraio.

Se la tua felpa preferita avesse storie da darmi, come quelle che dicono certe ombre sul muro. In questo corridoio che cinguetta le prime luci delle otto. Indosserei la tua voce.
E se non piovesse, e anche se avessimo l’ombrello, camminerei come ho già camminato – con te – tra la balconata e la fontana, tra il lago e la stazione, tra le vigne e l’aereoporto militare.
A due passi dal mare.
Oggi c’è il sole, senza che tu me l’abbia detto.
Porta i pensieri che mi risucchiano, e sulla punta della lingua tengo l’ultimo bacio prima del primo.
Se il tuo nome lo sapessi dire, e se il vento tirasse ancora da farmi mancare il fiato, e se ancora riuscissi a farti sapere come s’insinuava tra gli occhi che mi bruciavano e quelle lacrime che pulivano gli ingorghi di parole.
Tante.
Calde.
Che erano tue.
E tu le racconteresti meglio, di me, perché tu sai fare quel che ti riesce.
Come il profumo che rimane tra i tuoi denti e le mie scapole. Al di là dei morsi che leggono porzioni, e dei bisogni che reggono torsioni.
Mi respiri.
Un battito d’ali sui pini marittimi.
A venti metri.
Se al tuo indice sopra le case corallo riuscissi a legare le espressioni che mi si riflettono allo specchio, e gli aloni che restano sul lavandino avessero il colore dell’infuso di mirtillo.
Mi sembrava di averle già viste, dicevo.
Avresti potuto essere vero senza pronunciare nemmeno una volta la parola ‘verità’.
Mi ci perderei, ho pensato.
E tu avresti continuato a farti sentire. Come volevo che fosse, senza dirti da quando e quanto.
Se la musica che ascolti, tra la doccia bollente e i termosifoni spenti, potesse non fermarsi sul cancelletto del terrazzo, ricorderei tutto.
Tra Manara e Pratt, inizierei Norwegian Wood.
Non lo so perché.
Potrei sfogliare qualche soprammobile, come la molletta in legno con la coccinella gialla, o le conchiglie dietro alla porta d’ingresso. Potrei spiegare cosa succede quando la vista confonde il buio e lo sceglie solo dopo averlo evitato.
Potrei continuare ad ascoltare le ore scendere e salire dall’orologio a muro.
Potrei dirti chi sono.
Eppure so che non servirebbe.
Rimani così.
Adesso.
Con me.

©

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