Rimembranze.

È difficile l’avermi.
È difficile scrivermi, parlarmi, ascoltarmi.
È difficile l’amarmi e anche l’odiarmi. Perfino conoscermi e disconoscermi è difficile.
Non sono una che stila classifiche.
Non amo troppo i numeri, non faccio caso ai sorpassi, mantengo le distanze.
Mi fiondo in avanti e poi mi chiedo se sono stata io a precipitarmi o se è stato qualcuno o qualcosa ad attirarmi a sé.
Non provare ad annuire se non hai idee abbastanza, già di tuo, per fartene anche una mia.
È difficile l’avermi: in pugno, in scacco, in carne ed ossa.
L’avermi vicina, lontana, seria, scherzosa.
L’avermi offesa, ferita, capita, vinta, sottratta, sconfitta.
L’avermi a lato, dentro, sopra.
L’avermi seminata, raggiunta, persa.
L’avermi incoraggiata, rallegrata, alleggerita, aiutata.
È difficile l’avermi.
È difficile dirmi, chiedermi, contrastarmi.
È difficile l’amarmi e anche l’odiarmi. Perfino darmi per certa e dimenticarmi è difficile.
Non sono una che medita in silenzio, non ho rumori sommessi da portare con me, non ho meriti da confrontare con le amiche o gioie nascoste da brindare ai Capodanni in discoteca. E non fingo di essere triste o di essere felice o di essere.
Non provare ad annuire se non hai idee abbastanza, già di tuo, per fartene anche una mia.
È difficile reggermi, sopportarmi, farmi acconsentire, sminuirmi con le minacce, è difficile smuovermi.
È difficile distrarmi, farmi concentrare, farmi svegliare, impedirmi il sonno, è difficile che io non sia vigile.
È difficile frapporsi fra i miei verbi ed i miei aggettivi, è difficile che io non sia quel tanto possessiva da gridarlo al vento ciò che è mio: io.
È difficile misurarmi in parti, in gradi, in pezzi, in righe, in punti, in gesti, in affetti, in insiemi ed è difficile misurare tutto ciò che sono solita prima dividere e, poi, mescolare.
È difficile darmi regole, è difficile che io non ne abbia.
È difficile togliere e mettere.
È difficile l’avermi: complice, artefice, martire, succube, giudice.
È difficile introdurre un argomento, privarmi di un sogno.
È difficile semplificarmi ed è facile mettermi in difficoltà.
Tu parlami. Ché io penso che la vita sia fatta di dissolvenze e di presenze. Non considero gli abbandoni ed il ritrovarsi dopo lunghi viaggi, oggi. Forse perché è difficile e, quel che mi è difficile, lo rimando. O forse perché voglio indirizzare un pensiero: dissolvenze e presenze.
Tu parlami. Ché io penso che la vita sia fatta di cose temporanee e di cose durature. Non prendo in considerazione i passaggi e gli stalli della routine e di chi non la pensa come me, oggi. Forse perché non ci riesco e, quel che non riesco, lo rimando. O forse perché voglio dare una chance al tempo: temporaneo e duraturo.
È difficile l’avermi.
È difficile il sapermi capace, al sicuro, soddisfatta, abbastanza, amata.
L’avermi. L’amarmi e anche l’odiarmi.
Ho idee difficili, io, ma tu parlami.

©

 

rimembranze

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